Momento Monteverdi

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Possente spirto, e formidabil nume,
Senza cui far passaggio a l'altra riva
Alma da corpo sciolta in van presume,

Non viv' io, no, che poi di vita è priva
Mia cara sposa, il cor non è più meco
E senza cor com' esser può ch'io viva?

A lei volt' ho il cammin per l'aer cieco,
A l'inferno non già, ch'ovunque stassi
Tanta bellezza, il paradiso ha seco.

Orfeo son io, che d'Euridice i passi
Seguo per queste tenebrose arene,
Ove giammai per uom mortal non vassi.

O delle luci mie luci serene,
S'un vostro sguardo può tornarmi in vita,
Ahi, chi niega il conforto alle mie pene?

Sol tuo, nobile Dio, puoi darmi aita,
Nè temer dei, che sopra una aurea cetra
Sol di corde soavi armo le dita
Contra cui rigida alma invan s'impetra.

Monteverdi, L´Orfeo


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